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*TERRITORIO E TRADIZIONI TERRITORIO, VITIGNO E TECNICHE DI COLTIVAZIONE: IL MORELLINO DI SCANSANO
Scansano e il suo territorio nell'Ottocento
Scansano e il suo territorio, agli inizi dell'Ottocento, avevano caratteristiche peculari che affondavano le loro radici, come si è visto, nelle particolari vicende storiche che risalivano alle origini etrusco romane. L'assetto territoriale, le particolari condizioni dell'area amiatino maremmana, così come la stessa struttura agraria non avevano favorito l'espansione della mezzadria, al contrario di gran parte della Toscana fin dal pieno Medioevo. La presenza di vaste aree boschive, la diffusione della piccola proprietà coltivatrice e delle grandi tenute determinarono, di conseguenza, gli stessi ordinamenti culturali e le tecniche di coltivazione. Tale assetto fu anche influenzato dalle peculiari condizioni del mercato e dalla mobilità di popolazione dovuta sia alla presenza di attività di estrazione mineraria fin dal XVI secolo, sia, nel corso dell'Ottocento, alla pratica dell'estatatura ufficializzata da Leopoldo II e protrattasi fino al 1897. Una sommaria, eppure efficace, descrizione delle campagne della Comunità di Scansano è reperibile nella Monografia di Scansano conservata presso l'Archivio vescovile di Grosseto, databile intorno al 1820. Sin dalla fine del Settecento, e per tutto il corso del secolo successivo, nel territorio di Scansano si verificò un costante incremento demografico, che già aveva esteso il borgo al di fuori dalla cinta muraria. Alla data del Censimento del 1841 la popolazione delle cinque parrocchie della Comunità - San Giovanni Battista a Scansano, San Biagio a Montorgiali, San Domenico a Murci, la Natività di Maria a Pancole, Santa Croce a Poggioferro e San Matteo Apostolo a Polveraia - era di 3612 persone, di cui 1658, suddivisi in 353 nuclei familiari, risiedevano a Scansano. Sebbene tale fenomeno si inquadri in una tendenza generale di tutta la regione, l'aumento della popolazione scansanese ebbe fattori circostanziati molt importanti, legati al ruolo particolarissimo di Scansano nel contesto della Maremma.

*D.O.C.G.
Il vino MORELLINO DI SCANSANO presenta un colore rosso rubino intenso, tendente al granato con l’invecchiamento; all’olfatto deve essere intenso, fine, fresco, fruttato con sentori di frutti rossi, marasca, molto spesso prugna, etereo, può presentare sentore di legno; al gusto è secco, caldo, leggermente tannico, morbido con l’invecchiamento. Il titolo alcolometrico volumico totale minimo di 12,50% vol per il Rosso e 13,00% vol per la Riserva che deve essere sottoposta ad un periodo di invecchiamento non inferiore a due anni, di cui almeno uno in botte di legno. Il periodo di invecchiamento decorre dal 1° gennaio successivo all'annata di produzione delle uve. L’acidita' totale minima non deve essere inferiore a 4,50 g/l; l’estratto non riduttore minimo di 24,0 g/l per la tipologia Rosso e 26,0 g/l per la Riserva.

* Informazioni tratte dal portale del Consorzio tutela Morellino di Scansano D.O.C.G

 

Tenuta Pietramora di Colle Fagiano - Località Polveraia - Scansano (GR)
Contatti: Tel/Fax 0564 54 31 11
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